Gli albori del parcheggio automatico
Se si pensa che le prime forme di parcheggio automatico risalgono agli inizi del 1900, non è difficile immaginare la rivoluzione a cui è andato incontro questo settore, che sin dai suoi albori ha messo alla prova le competenze tecniche e l’inventiva degli ingegneri più visionari.
Il parcheggio automatico muove i suoi primi passi nel 1905 a Parigi, dove si mettono a punto sistemi meccanizzati di sollevamento e spostamento dei veicoli. A fronte di un processo ormai irreversibile di urbanizzazione, a cui la Seconda rivoluzione industriale aveva dato la sua spinta propulsiva, l’aumento demografico e l’alta densità abitativa hanno reso sempre più urgente trovare soluzioni in grado di massimizzare lo spazio verticale destinato ad ospitare i veicoli. Al fine di ridurre il ricorso a rampe e corsie di manovra, le vetture venivano gestite da un operatore, in modo tale che la vettura, una volta lasciata dal conducente in una baia designata, venisse spostato automaticamente in uno stallo.
Negli anni ’20 e ’30, negli Stati Uniti e in Europa si susseguono nuove invenzioni e prototipi, che hanno spesso, come denominatore comune, la messa a punto di un elevatore verticale. Si trattava di sistemi ingegnosi, ma che spesso trovavano un limite invalicabile nei costi molto elevati e nelle difficoltà di manutenzione; pertanto, per un lungo periodo la loro diffusione fu molto limitata.
Dalla metà alla fine del XX secolo: la fase meccanizzata e semi-automatica
Dalla metà del XX secolo, le sperimentazioni degli anni precedenti hanno consolidato un know-how che ha consentito di realizzare sistemi di parcheggio più solidi e affidabili.
A partire dagli anni ’50 del 1900, infatti, hanno cominciato a diffondersi sistemi basati su piattaforme di sollevamento e scorrimento. L’autovettura, collocata su una piattaforma, veniva spostata orizzontalmente e verticalmente verso uno stallo libero. Si trattava ancora di sistemi “park and lift” o “stacker systems”, pertanto, una volta che il conducente aveva lasciato la propria auto in una baia, ad attivare la movimentazione era sempre un operatore.

Nel volgere di poco tempo, in alcuni parcheggi hanno cominciato ad essere introdotti sistemi sequenziali a nastro trasportatore o a “ruota panoramica” come, ad esempio, i sistemi rotanti “a palette”, in grado di spostare continuamente le autovetture per collocarle negli stalli.
A segnare il vero cambiamento, tuttavia, è stata l’introduzione delle prime forme di controllo da remoto e dei sensori di posizionamento, in grado di rilevare la presenza dell’autovettura. Il controllo da remoto ha consentito per la prima volta all’operatore di non trovarsi fisicamente sul luogo, movimentando il veicolo a distanza.
Con il progredire della tecnologia, si è fatto sempre più urgente il tema della sicurezza, che ha reso necessario dotare il parcheggio automatico di sistemi di interblocco, allo scopo di prevenire eventuali incidenti.
Il XXI secolo e l’Automazione Intelligente
La rivoluzione dei sistemi di parcheggio automatico esplode agli inizi del XXI secolo, grazie all’integrazione dell’informatica, della robotica e dei sistemi di visione e riconoscimento.
La transizione ha inizio con l’impiego del Valet Robotico, un robot autonomo che ha sostituito le piattaforme fisse, muovendosi autonomamente sul pavimento del parcheggio. Tra le tipologie più diffuse si annoverano:
- il robot a Forcella o Carrello, che si posiziona al di sotto dell’autovettura, la solleva leggermente e la trasporta

Carrello Silomat™ di Sotefin
- il robot a “Skate”, che si posiziona al di sotto delle ruote del veicolo, sollevandolo da terra per trasportarlo
- i sistemi a Pallet Movibili. Non si tratta di veri e propri AGV (Automated Guided Vehicles), bensì di pallet intelligenti che trasportano l’auto muovendosi su guide predefinite. Si tratta di robot guidati da software di gestione avanzati, in grado di ottimizzare il percorso, assegnando gli stalli in base alle dimensioni della vettura e ai tempi di permanenza previsti, ottimizzando i tempi di attesa mediante la gestione della coda di ingresso/uscita.
- i sistemi di Visione e Riconoscimento, ovvero telecamere e scanner 3D impiegati per assegnare lo stallo più adatto in base alle dimensioni del veicolo, garantire la sicurezza in fase di movimentazione attraverso il riconoscimento di ostacoli e anomalie, leggere le targhe per ottimizzare i tempi di attesa in ingresso e in uscita, associando il veicolo al proprietario o al pagamento.
A completamento di questa rapida rassegna, non possiamo non menzionare l’impiego di Interfacce Utente Intuitive quali, ad esempio, chioschi con touch screen e app per smartphone attraverso cui effettuare richieste di recupero e prenotazioni, rendendo più rapido ed efficiente il servizio all’utenza.
Per quanto riguarda invece la manutenzione del sistema di parcheggio, ci si avvale di sensori in grado di monitorare lo stato delle macchine e di segnalare anomalie: questi strumenti sono essenziali per consentire interventi di manutenzione predittiva e per ridurre al minimo i tempi morti.
Le sfide del futuro: Parcheggio autonomo e Integrazione nella Smart City
I moderni sistemi di automazione sono destinati a diventare sempre più integrati al contesto urbano, offrendo una gamma di servizi performante e interattiva.
In futuro sarà possibile effettuare la prenotazione di uno stallo direttamente attraverso app di MaaS (Mobilità come servizio), contribuendo così ad integrare il sistema di parcheggio automatico ad una rete di servizi più ampia e globale, incentivando l’utilizzo di modalità di trasporto sostenibili e interconnesse: dall’auto privata si passerà pertanto alla modalità condivisa del car sharing e a quella del trasporto pubblico. Attualmente, una delle prospettive più entusiasmanti da esplorare è quella che consentirà al cliente finale di effettuare da remoto la richiesta di riconsegna, che metterà l’automobile in condizione, una volta movimentata dalla postazione di sosta all’uscita, di raggiungere in modalità self drive il conducente all’indirizzo desiderato.
Questi progetti, benché ancora in fase di sviluppo, mettono in luce come il parcheggio automatico, nella sua evoluzione, abbia segnato il passaggio dalla meccanizzazione pura e semplice a forme sempre più sofisticate di robotica, fino all’esplorazione delle potenzialità dell’intelligenza artificiale. In un futuro prossimo, l’utente finale, nell’arco di tempo in cui la sua vettura è parcheggiata, potrà usufruire di una gamma di servizi complementari che presentano un indubbio valore aggiunto come ad esempio:
- ricarica per veicoli elettrici sia tramite connettori robotizzati che ricarica induttiva.
- lavaggio automatizzato attraverso mini-stazioni di lavaggio integrate.
- servizi di consegna mediante punti di ritiro pacchi all’interno della struttura di parcheggio.
- manutenzione predittiva attraverso un monitoraggio costante dello stato del veicolo, in grado di segnalare eventuali interventi di manutenzione.
