Come la stampa 3D aiuta il settore della bioedilizia

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L’esigenza di ripensare ogni aspetto della vita all’insegna della sostenibilità – in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 – ha spinto il settore dell’edilizia a trovare soluzioni produttive “green” ed ecosostenibili (ne avevamo già parlato anche qualche articolo fa). 

In questa direzione, si muove la bioedilizia: l’insieme delle modalità di progettazione e costruzione di un edificio in linea con i principi della sostenibilità ambientale, riducendo gli impatti negativi sull’ambiente. 

E, come avevamo già parlato qualche articolo fa, questa riduzione dell’impatto ambientale passa anche attraverso l’utilizzo di materiali da costruzione ecosostenibili, green.

Insomma, un ripensamento del costruire e dell’abitare nel pieno rispetto del nostro ecosistema, che però non riguarda solo la progettazione degli edifici, ma anche la loro gestione: l’innovazione tecnologica ne è protagonista e trova nella stampa 3D i suoi nuovi sviluppi.

Ma cosa si intende per stampa 3D? Scopriamolo assieme.

Cos’è la stampa 3D: tutto sulla manifattura additiva 

Con stampa 3D si intende il procedimento che permette di realizzare oggetti fisici tridimensionali utilizzando una particolare stampante comandata da un computer. Si parte da un modello 3D digitale che viene trasformato in un oggetto fisico aggiungendo il materiale uno strato dopo l’altro (da qui il termine di produzione additiva).

Oggi, questo innovativo sistema di stampa può essere annoverato tra le tecnologie più disruptive della nostra epoca, nonché quali protagonisti della quarta rivoluzione industriale.

Come la stampa 3D sta cambiando la bioedilizia 

Anche la bioedilizia può godere dei benefici della manifattura additiva: basta pensare alla possibilità e alla maggiore facilità nel riprodurre modelli di edifici, plastici e modelli di intere aree urbane.  

I vantaggi 

  • Basso impatto ambientale, poiché la stampante 3D consente di utilizzare ogni tipo di materiale, lasciando spazio all’uso di materiali riciclati e materia di origine naturale.
  • Realizzare componenti o prodotti in 3D dimezza i tempi di produzione, oltre a essere più preciso.
  • Costi ridotti rispetto alle case tradizionali, perché la manodopera non necessita di formazione avanzata e i costi dei trasporti sono ridotti al minimo, trattandosi di materiali spesso locali, a chilometro zero.

Per concludere, anche se la ricerca di metodologie più innovative per realizzare case stampate in 3D sia ancora in corso, è già evidente come questa tecnologia possa portare un incredibile miglioramento della vita in chiave sostenibile: basti pensare a tutte quelle zone del mondo povere e desertiche, dove, per mancanza di soldi, risorse, manodopera e tecnologia, ci sono persone che necessitano di un’abitazione confortevole e non possono averla.

Certo, gli ostacoli ci sono, ma con la volontà si possono fare passi da gigante in tempi brevissimi.

 

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