Auto elettriche: U.S.A, we have a problem

Colonnine di ricarica insufficienti e troppo spesso guaste fanno desistere gli americani sull’adozione di vetture elettriche. 

Un popolo abituato a percorrere lunghe tratte su quattro ruote nella vita quotidiana, che inizialmente aveva ben accolto l’idea di una migrazione verso mezzi elettrici per favorire la salute del pianeta, ora sembra avere forti ripensamenti a riguardo. Il motivo? Lo scarso quantitativo di colonnine di ricarica a coprire il Paese e la scarsa manutenzione delle stesse, che sono il più delle volte guaste o malfunzionanti.

Gli statunitensi hanno paura di rimanere bloccati dal nulla e senza possibilità di ricaricare la propria vettura e questo è uno dei motivi principali che fa loro desistere a considerare le auto elettriche come opzione – è la cosiddetta “ansia da autonomia” .

Un percorso a ostacoli 

La mancanza di colonnine di ricarica rende il cambio un percorso ad ostacoli e se gli U.S.A. vorranno realizzare l’obiettivo fissato dall’amministrazione di Joe Biden nel 2021 – una quota di trasporti elettrici pari al 40% delle vendite totali di automobili entro il 2030 – dovranno necessariamente aumentare il numero di aree e colonnine di ricarica, oltre a pianificare una manutenzione che permetta di ridurre il numero di elementi guasti. 

Stando a quanto dichiarato dall’International council of clean transportation, serviranno 180 mila stazioni di ricarica rapida ed 856 mila caricatori di “livello 2” (che impiegano più tempo per ricaricare) entro il 2030 per poter coprire la maggior parte della superficie del Paese.

Attualmente gli Stati Uniti possiedono circa 46500 stazioni di ricarica rapida pubbliche, che permettono di caricare la batteria di un’auto in 20-30 minuti.

Le cause

Sebbene sia pacifico che alcuni errori si verifichino con qualsiasi nuova tecnologia, un primo problema sembra essere causato dall’elettronica di potenza e dal fatto che le società di servizi non sarebbero in grado di far arrivare elettricità sufficiente alla stazione di ricarica.
A seguire, sembra che le suddette stazioni non abbiano una connessione stabile per internet e per i telefoni cellulari, di conseguenza il software della società di ricarica non riesce a monitorare ciò che sta accadendo. Inoltre, sembra ci sia un problema di “dialogo” fra i software delle stazioni e quello delle vetture, che non sempre sono compatibili con i caricatori presenti nelle aree. 

Talvolta si sono riscontrati problemi con i pagamenti: la luce diretta e continua del sole sugli schermi danneggerebbe le macchine per le carte di credito, in particolar modo gli schermi che diventano illeggibili. per l’intensa luce del sole. 

Infine ci sono i danni causati dagli stessi automobilisti, che possono involontariamente danneggiare spinotti di carica – magari per scarsa conoscenza del proprio dispositivo di carica. 

In conclusione, se vogliono raggiungere gli obiettivi climatici che si sono prefissati, gli Stati Uniti dovranno necessariamente far crescere in fretta il settore della ricarica.