Auto elettriche: settore in pericolo a causa della guerra?

Source:https://news.sky.com/story/sales-of-electric-cars-not-growing-fast-enough-to-meet-the-governments-climate-targets-report-12229099

L’aumento dei prezzi delle materie prime dettato dalla guerra in Ucraina ha messo il settore delle auto elettrico con le spalle al muro: costi in aumento e crisi sempre più marcata.

Si è sempre parlato molto del sogno di Elon Musk di rendere le auto elettriche più economiche entro pochi anni (nel dettaglio si parla di produrre una Tesla che costi circa 25mila dollari). Un sogno però interrotto prima dallo scoppio della pandemia globale da Covid, poi dallo scoppio del conflitto russo-ucraino, che oltre a essere un’enorme tragedia umanitaria, è una crisi che sta mettendo sempre più in ginocchio molti ambiti produttivi, tra cui il settore dell’automotive.

Guerra in Ucraina: allarme auto ibride ed elettriche

Il costo esorbitante dei carburanti non è l’unico aspetto negativo per le quattro ruote che, a causa della guerra, devono fare i conti con diversi fattori logistici, carenza e rincaro dei materiali.

Nell’ultimo anno i costi di alcune materie prime rilevanti, soprattutto per il settore dell’elettrico, sono schizzati a prezzi mai visti prima. Sia Ucraina che Russia, infatti, sono Paesi fornitori di materiali preziosi per le batterie elettriche: in particolare, in Ucraina vengono prodotti i cablaggi, usati nei veicoli per l’energia elettrica e la comunicazione tra le parti, mentre la Russia è un grande fornitore di alluminio, anch’esso utilizzato nella produzione di batterie, e di palladio, minerale utilizzato nella fabbricazione di chip.

A costare di più, secondo gli ultimi dati forniti dall’Associazione Bavarese degli Affari (VBW), sono il litio (+640% rispetto al 2021), il titanio (+169%) e il nichel (+68%).

Aumenti, seppur limitati, anche per alluminio e cromo, che rispetto al 2021 hanno subito una crescita del 21% e 38%.

Auto elettriche: obiettivi Ue a rischio

L’obiettivo della Commissione Europea di ridurre l’inquinamento del 55% entro il 2030 appare dunque a rischio. Il pacchetto di misure a favore dell’ambiente presentato a luglio dello scorso anno prevede anche lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel a favore dei motori a impatto 0 entro il 2035.

Come fare quindi?

Tra le soluzioni, il CEO Bertram Brossardt di VBW ha suggerito agli addetti ai lavori del settore di ridurre e limitare la dipendenza da fornitori singoli optando per l’utilizzo efficiente delle materie prime, cercando soprattutto di aumentare la quota di materiali recuperati grazie al riciclo.

La vera domanda è: come si evolverà questo settore? Si raggiungerà un punto di svolta a breve oppure si opterà per nuove tecnologie?

L’unico obiettivo rimane la lotta contro il cambiamento climatico, ormai sempre più impellente, un impegno che noi di Sotefin abbiamo a cuore già da molto tempo, scopri come!

 

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